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31 luglio: scade il termine per richiedere la sospensione della rata del mutuo

Si ricorda che le famiglie italiane in difficoltà hanno tempo fino al 31 luglio per richiedere la sospensione della rata del proprio mutuo.

Salvo nuove ulteriori proroghe (già slittata di 6 mesi quella del 31 gennaio scorso) per aderire al Piano Famiglie stipulato tra l’Abi e le associazioni dei Consumatori, c’è tempo ancora qualche settimana per richiedere l’agevolazione che consiste in uno stop di 12 mesi (a meno di condizioni migliorative da parte degli Istituti eroganti) per tutti coloro che hanno stipulato un mutuo acquisto per abitazione principale, per ristrutturazione o costruzione, fino a 150 mila euro e riferito ad un reddito annuo lordo fino a 40 mila euro.

Possono essere sospesi i mutui a tasso fisso, misto e variabile. È bene ricordare che nel periodo di sospensione continueranno comunque a maturare gli interessi: se si decide di sospendere la sola quota capitale si continuerà a pagare di fatto gli interessi durante il periodo di sospensione; nel caso invece in cui si decida di sospendere tutte le rate si avrà la traslazione della durata del finanziamento per il periodo di sospensione e matureranno gli interessi sul debito residuo. Questi interessi in più maturati verranno spalmati senza l’applicazione di ulteriori interessi per un determinato periodo che sarà fissato tenendo in considerazione la capacità di rimborso del cliente.

Per quanto riguarda la tipologia dei richiedenti, deve trattarsi di famiglie che abbiano subito eventi sfavorevoli quali la certificata perdita del lavoro, la cassa integrazione, la mobilità, il decesso o l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2009.

Rientrano nella sospensione anche i mutuatari che hanno ritardi di pagamento fino a 180 giorni consecutivi purché questo ritardo sia dovuto alle stesse cause ed eventi che determinano la sospensione: per queste persone viene sospesa la mora (ossia la maturazione degli interessi di mora) per il periodo di cessazione.

In alternativa a questo “Piano Famiglie” esiste un Fondo di Solidarietà che ha caratteristiche simili (stop fino a 18 mesi, limite a 250 mila euro per il finanziamento, reddito ISEE annuo di 30 mila euro) ma che ha una dotazione di 20 milioni di euro in via di esaurimento.

Ricordiamo che la moratoria per le famiglie italiane in difficoltà rappresenta un caso un unico in Europa, in quanto non esiste nessuna associazione bancaria al mondo che ha dato origine a tale iniziativa: in Italia almeno per questo siamo i primi!


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