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Lo “spionaggio” degli affitti abbatte il canone

In Italia circa 500.000 contratti d'affitto non sono registrati

L’Agenzia delle entrate ha iniziato a dar la caccia a chi evade le imposte sulle locazioni. I controlli sono partiti in concomitanza con l’adozione della cedolare secca sugli affitti che già prevede un inasprimento delle sanzioni per chi non paga le tasse sugli affitti: ora sono pronte tutta una serie di ulteriori verifiche incrociate.

Dopo l’entrata in vigore di questo nuovo decreto il cittadino, per mettersi a norma con l'affitto ed evitare multe molto salate ed una riduzione dei canoni al minimo per quattro anni, deve regolarizzare in fretta la situazione dell’immobile di proprietà. La procedura di regolarizzazione non è affatto semplice ed immediata è necessario compilare dei moduli i quali prevedono la fornitura di una serie di informazioni che vanno richieste agli uffici competenti i quali, come sovente è capitato in altre circostanze, non sono ancora pronti al nuovo compito a cui vengono chiamati.

In relazione a questo nuovo provvedimento si sta innescando una serie di comportamenti, che potremmo indicare con il termine “spionaggio”, da parte degli stessi inquilini che occupano gli immobili affittati in modo non ufficiale, con la speranza di una riduzione futura del canone. Sovente è capitato che sono proprio gli inquilini i soggetti più solerti nel richiedere con urgenza la regolarizzazione dei contratti; ciò al fine dell’ottenimento di una sensibile riduzione del canone. È stato stimato che nel nostro Paese vi sono circa 500.000 affitti non registrati, che ogni anno sottraggono al fisco circa un miliardo imposte Irpef. Questa normativa offre agli inquilini un incentivo concreto a denunciare il proprietario infedele all'Erario, nella più classica logica del conflitto d'interessi fiscale.

E così tra l’introduzione della cedolare secca e le super sanzioni contro gli affitti in nero, tra il recupero delle case fantasma e delle finte prime case, il Governo conta per il 2011 di fare cassa grazie alle diverse novità introdotte – non sempre gradite – per proprietari di case e soprattutto per coloro che negli anni passati hanno evaso tasse e contributi.