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Mercato immobiliare: conviene investire sul mattone

Gli italiani da sempre privilegiano il mattone per salvare i loro risparmi, questa tendenza si accentua soprattutto in caso di bufere economiche e finanziarie.
Il dibattito sulle prospettive degli immobili come bene “rifugio” resta comunque aperto. Da una parte, a favore dell'investimento immobiliare giocano il ritorno dell'inflazione che induce agli acquisti, e anche un fattore psicologico importante come la tenuta dei prezzi anche dopo l'arrivo della crisi del 2008. Con la crisi sono scesi, infatti, i volumi di vendita, ma le quotazioni hanno retto bene l'urto. Dall'altro lato sono proprio i prezzi ancora elevati a suggerire prudenza sull'ipotesi di forti rivalutazioni nel tempo. É difficile sbilanciarsi in previsioni, soprattutto in un quadro finanziario che ormai cambia velocemente.
Per questo “CorrierEconomia” ha messo a confronto l'acquisto di una casa da affittare nelle quattro principali città italiane con l'investimento in borsa, con quello in titoli di Stato a media scadenza e con un altro bene rifugio per antonomasia, l'oro. É stato effettuato il calcolo a 10, 5 e 3 anni fotografando i valori al 30 giugno di ogni anno. Per la valutazione delle performance immobiliari si è ricorso alla serie storica dei total return (rivalutazione/svalutazione del bene più reddito da locazione) elaborata da Nomisma. Trattandosi di dati lordi per il calcolo della redditività effettiva è stato operato un abbattimento del 50% dei valori, per tenere conto di tasse e spese di gestione.
La maggior parte del guadagno della casa a 10 anni è conseguenza della rivalutazione dei prezzi: la differenza teorica di valore (al lordo delle spese per l'acquisto) di una casa a Roma tra il 2001 e oggi è stata dell'83,4% mentre a Milano si è limitata al 47,2%.
Il calcolo sulla Borsa è stato effettuato computando la variazione dell'indice Comit performance che comprende anche i dividendi mentre per i titoli di Stato ci si è basati sull'indice Rendistato lordo a giugno di ogni anno. L'oro stravince in tutti e tre i casi, ma è davvero improbabile che ai valori attuali, superiori a 1500 dollari per oncia, si possano ripetere gli exploit degli ultimi anni.
Fonte:
Corriere della Sera (630KB)

Categoria: Immobiliare Pubblicato: martedì 19 luglio 2011