Mutuo sul Web

NewsApri pannello

Indice News  »  Rss

In Primo pianoApri pannello

Indice Primo Piano »

Agevolazioni fiscali sugli immobili rurali: le domande vanno presentate entro il 30 settembre

Obbligo di accatastamento degli immobili rurali per poter continuare ad avere le agevolazioni d'imposta.

A seguito dell'approvazione del Decreto Sviluppo da parte del Parlamento, i proprietari di immobili rurali, per poter continuare a non pagare le imposte su questi beni in quanto al servizio degli imprenditori agricoli, devono dimostrare di avere tutti i requisiti necessari.
Per accedere alle agevolazioni fiscali sono necessari alcuni termini essenziali.

  • L'obbligo di accatastamento, stabilito dalla sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite n.18565 del 21 agosto 2009, in conseguenza della quale l'esclusione dall'Ici per gli immobili rurali si ottiene solo nel caso in cui il fabbricato sia classificato catastalmente nella categoria A/6 (se abitativo), o nella categoria D/10 (se immobile strumentale). Questo passaggio è funzionale per evitare che i Comuni attivino le pratiche di recupero delle imposte per gli immobili non accatastati.
  • L'autocertificazione dei requisiti: per accatastare gli immobili nelle categorie richieste bisogna presentare entro il prossimo 30 settembre una domanda con allegata autocertificazione. Con quest'ultima il richiedente dichiara che l’immobile possiede i requisiti di ruralità necessari ai sensi di legge, in via continuativa, a decorrere dal quinto anno antecedente a quello di presentazione della domanda stessa.

Gli immobili possono essere considerati rurali solo in presenza delle condizioni previste dall'articolo 9 della legge 133/1994 ovvero:

  • l'immobile deve essere in possesso del soggetto titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno, oppure posseduto dall'affittuario del terreno stesso o dal soggetto che ad altro titolo conduce il terreno, cui l'immobile è asservito, o dai familiari conviventi a loro carico che risultano tali dalle certificazioni anagrafiche;
  • l'immobile deve essere utilizzato come abitazione o per funzioni relative all'attività agricola, dai proprietari, dai familiari o da dipendenti, che esercitano attività agricole nell'azienda. I dipendenti devono risultare assunti nel rispetto della normativa in materia di collocamento o a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento;
  • il terreno in cui si trova l'immobile deve avere una superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati ed essere censito al catasto terreni con attribuzione di reddito agrario. Qualora sul terreno siano praticate colture specializzate in serra o la funghicoltura, il limite viene abbassato a 3.000 metri quadrati;
  • il volume di affari che consegue dalle attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo.

L'Agenzia del territorio ha a disposizione 50 giorni, ovvero fino al 20 novembre 2011, per accogliere o respingere le domande di accatastamento. Nel caso di silenzio da parte dell'Agenzia è possibile ottenere per un anno l'accatastamento provvisorio.
Entro il 20 novembre possono verificarsi, quindi, tre scenari:

  • la convalida della certificazione per l'attribuzione della categoria catastale richiesta (A/6 o D/10);
  • il rifiuto dell'attribuzione della categoria catastale, con provvedimento motivato;
  • nessuna pronuncia.

In caso di rigetto della domanda di accatastamento il proprietario è obbligato pertanto al pagamento delle imposte non versate, degli interessi e delle sanzioni in misura raddoppiata rispetto a quelle previste dalla normativa vigente. Quest'ultima operazione dovrà essere conclusa entro il novembre 2012.