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Manovra finanziaria: cosa cambia

Tagli alle agevolazioni sui mutui, alle detrazioni per gli inquilini, alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni energetiche

Con l'approvazione della Manovra Finanziaria Correttiva 2011 è stato introdotto il principio del taglio lineare delle agevolazioni fiscali del 5% comprese quelle per la casa e gli immobili comprendendo anche il complesso di deduzioni e detrazioni Irpef, le esenzioni, le esclusioni dalla base imponibile o riduzione delle tasse o imposte da pagare sotto forma di Irpef.

I tagli arriveranno in due tranche: nel 2013 il 5% in meno, circa 500 milioni e l'anno dopo il 20%: circa 2 miliardi. I tagli non saranno applicati solo se entro il 30 settembre 2013 verrà riordinata la spesa sociale con provvedimenti in materia fiscale e assistenziale.

I tagli riguarderanno i proprietari di prime case, i proprietari che affittano l'immobile, chi effettua lavori di ristrutturazione e gli inquilini.

Le principali deduzioni e detrazioni tagliate sono quella relativa alla rendita catastale sulla prima casa, che oggi consente un beneficio di 126, 8 euro annui e che scenderebbe a 100 euro circa nel 2014, e la detrazione degli interessi per il mutuo che scenderebbe a 264 euro.

Vediamo cosa cambia nel particolare per:

Proprietari prima casa.
Per quanto riguarda il mutuo sulla prima casa verrà ridotta la detrazione Irpef prevista dall'ordinamento precedente (importo pari al 19% su un tetto massimo di spesa di 4.000 euro annui). Sarà, inoltre, limitata la detrazione Irpef per le provvigioni agli intermediari immobiliari sull'acquisto dell' abitazione principale. Precedentemente alla manovra in corso tale detrazione si attestava su una percentuale del 19% su un importo massimo di mille euro annui.

Proprietari di immobili in locazione.
Qui entra in gioco la cedolare secca sugli affitti che, entrata in vigore quest'anno, prevede un'imposta unica del 21% sugli affitti relativi a contratti di locazione di immobili ad uso abitativo (19% per i contratti agevolati che prevedono un affitto inferiore a quello di mercato). Con le riduzioni sulle agevolazioni previste dalla manovra, la cedolare secca aumenterà dal 21% al 25,2%. Su questo punto interviene Confedilizia che avverte consumatori e istituzioni che le nuove misure interne alla manovra modificheranno le convenienze fiscali dei proprietari. Agevolazioni fiscali a rischio anche sui redditi da locazione. La deduzione forfettaria del 15% che viene riconosciuta ai proprietari a fronte dei costi di manutenzione o di imposta sostenuti per l'immobile e la deduzione del 30% ai proprietari che affittano con canone concordato saranno, anch'esse, oggetto di riduzioni e tagli.

Proprietari che ristrutturano e riqualificano.
Per quanto riguarda i proprietari che effettuano lavori di ristrutturazione in casa si fa riferimento agli sconti Irpef su ristrutturazioni e lavori per il risparmio energetico. Il bonus del 36% sui lavori di recupero edilizio si ridurrà al 28,8%, mentre la detrazione del 55% sugli interventi volti alla riqualificazione energetica dell'immobile si abbasserà al 44%.

Inquilini che pagano l'affitto.
Anche le detrazioni fiscali previste per sostenere gli inquilini nel pagamento dell'affitto di casa saranno investite da una riduzione del 5% nel 2013 e del 20% nel 2014. Vittime dei tagli saranno la detrazione di 300 e 150 euro per l'affitto dell'abitazione principale, la detrazione triennale di 991,60 euro per i giovani inquilini tra i 20 e i 30 anni, per passare, poi, ai 495,80 euro e ai 247,90 euro per i contribuenti intestatari di contratti con affitto concordato.

Proprietari residenti nel comune di lavoro.
Possibili tagli anche sulle detrazioni per i lavoratori dipendenti residenti nel comune di lavoro. Anche i proprietari che hanno trasferito la propria residenza nel comune in cui svolgono la propria attività lavorativa dovranno affrontare il pagamento della nuova cedolare secca sugli affitti (imposta unica del 21% sugli affitti relativi a contratti di locazione di immobili ad uso abitativo) facendo fronte ai rincari previsti in merito dalla manovra. In questo caso, come detto sopra, il taglio alle agevolazioni prevede l’aumento della cedolare a regime dal 21 al 25,2%.